Fleap partecipa alla consultazione europea su Appia

Fleap ha partecipato alla consultazione europea su Appia, condividendo la propria visione su private markets, interoperabilità e infrastrutture tokenizzate in Europa.

Appia non è solo innovazione. È infrastruttura.

I mercati privati devono entrare nel disegno europeo

Interoperabilità, accesso e regole faranno la differenza

La posizione di Fleap

Appia è uno dei passaggi più importanti attualmente in corso nel dibattito europeo sulla tokenizzazione della finanza. Ne abbiamo parlato in un recente articolo. Qui trovi il link. 

Con questa iniziativa, l’Eurosistema ha avviato una consultazione pubblica per raccogliere contributi sulla tabella di marcia del progetto e orientare il lavoro che condurrà alla definizione del disegno operativo della finanza tokenizzata europea, atteso entro il 2028.

Il punto è chiaro: l’Europa sta cercando di capire come costruire nuove infrastrutture finanziarie digitali senza perdere il ruolo della moneta della banca centrale, né quello del sistema.

Fleap ha partecipato alla consultazione per presentare il proprio punto di vista di operatore regolato, attivo tra le infrastrutture di mercato e la Distributed Ledger Technology.

Per noi, contribuire a questo confronto significa entrare in una discussione molto concreta: come dovrebbe essere costruita la finanza tokenizzata europea? Con quali regole? Con quali modelli di accesso? Con quale livello di interoperabilità tra operatori, mercati e infrastrutture?

Il valore di Appia sta anche nel messaggio che invia al mercato.

La tokenizzazione non viene più trattata come un esperimento laterale o come un tema separato dalla finanza tradizionale. Sta entrando nella discussione sulle infrastrutture. Questo cambia tutto.

Quando si parla di mercati tokenizzati, infatti, il punto non è solo trasformare un asset in una rappresentazione digitale. Quella è la parte più visibile, ma non basta.

Il punto vero è capire come far convivere emissione, gestione dei diritti, trasferimenti, controlli, regole societarie e compliance in un sistema che funzioni davvero. Non in teoria. Nell’operatività quotidiana.

Qui passa la differenza tra una digitalizzazione di facciata e una trasformazione reale del mercato.

Questa lettura è coerente con il modo in cui Fleap interpreta la tokenizzazione. Non come un fine, né come una parola da usare perché suona innovativa, ma come parte di una nuova infrastruttura per rendere i mercati privati più gestibili, trasferibili e coerenti con le regole.

Nel contributo presentato alla consultazione abbiamo sostenuto una posizione precisa: un’infrastruttura europea davvero competitiva non può limitarsi ai soli mercati wholesale tradizionali. Deve includere anche i mercati privati.

Oggi è proprio lì che si vedono alcune delle inefficienze più evidenti.

Molti processi sono ancora manuali. Le informazioni sono frammentate. I trasferimenti restano rigidi. I costi di coordinamento sono elevati. La gestione della governance dipende spesso da strumenti che non sono più adatti alla complessità degli asset e degli investitori coinvolti.

Per questo i mercati privati sono tra gli ambiti in cui la tokenizzazione può produrre l’impatto più concreto.

La visione di Fleap parte da questo problema. La domanda non manca. Spesso manca un’infrastruttura capace di rendere questi asset davvero utilizzabili.

La tokenizzazione, da sola, non risolve il problema. Se manca una gestione completa dei processi, se la compliance resta separata dall’operatività, se il trasferimento non è nativo e regolato, gli asset restano fermi. Digitali, magari. Ma fermi.

Includere i mercati privati nel disegno europeo non è quindi una scelta secondaria. È una scelta strategica.

Significa intervenire dove la modernizzazione può incidere davvero: sull’accesso al capitale, sull’efficienza dei processi e sulla competitività del sistema europeo.

Un altro punto centrale del nostro contributo riguarda l’architettura del futuro sistema europeo.

Secondo Fleap, l’Europa dovrebbe privilegiare standard aperti, l’interoperabilità e la portabilità. Il rischio da evitare è che la finanza tokenizzata finisca troppo presto in modelli chiusi, poco comunicanti tra loro o incentrati su poche infrastrutture.

Questo non significa ridurre il ruolo delle istituzioni pubbliche né quello della moneta della banca centrale. Al contrario: significa costruire un sistema in cui più operatori possano coesistere, a patto di condividere regole chiare, standard comuni e adeguati livelli di supervisione.

Un mercato più aperto non è un mercato meno controllato. È un mercato meglio progettato.

C’è poi un tema di accesso.

Gli operatori regolati che hanno già sviluppato soluzioni autorizzate, operative e allineate al quadro normativo dovrebbero poter partecipare alla definizione di questo nuovo sistema. Escluderli significherebbe perdere esperienza concreta proprio nella fase in cui serve capire cosa funziona davvero e cosa resta solo sulla carta.

Per Fleap, infine, governance e compliance non possono essere aggiunte in seguito.

Nei mercati tokenizzati, regole, diritti, vincoli, controlli e responsabilità devono far parte dell’architettura fin dall’inizio. Se restano elementi esterni, il sistema diventa fragile. Se invece entrano nei processi, la tecnologia può diventare una vera infrastruttura finanziaria.

È qui che si misura la credibilità di una soluzione. Non nella promessa tecnologica, ma nella capacità di sostenere il funzionamento effettivo del mercato.

Per Fleap, partecipare alla consultazione su Appia significa portare nel dibattito europeo una convinzione precisa: la tokenizzazione genera valore quando rende i mercati più operativi, più governabili e più accessibili.

È la direzione verso cui lavoriamo ogni giorno.

Non vogliamo costruire un livello digitale su processi inefficienti. Vogliamo contribuire a una nuova infrastruttura per i capitali privati, capace di unire compliance, gestione operativa, governo degli asset e interoperabilità.

L’Europa sta entrando in una fase diversa. Meno esperimenti isolati, più costruzione di mercato.

In questa fase, i mercati privati devono svolgere un ruolo pieno. Non perché siano un’estensione della finanza tradizionale, ma perché sono uno dei luoghi in cui la tokenizzazione può mostrare al meglio il proprio valore.

Il punto non è rendere gli asset “digitali”.

Il punto è renderli più facili da gestire, più sicuri da trasferire, più trasparenti da governare.

È su questo terreno che Fleap continuerà a lavorare.