Il Decreto Milleproroghe 2026 proroga fino al 30 settembre 2026 le regole speciali sulle assemblee dei soci. Ecco cosa cambia davvero per società, governance e operatività.
Se stai preparando la prossima assemblea dei soci, c’è una novità che vale la pena capire bene adesso, prima che la stagione assembleare entri nel vivo.
Il Decreto Milleproroghe 2026 ha infatti prorogato al 30 settembre 2026 il termine di applicazione della disciplina speciale sullo svolgimento delle assemblee di società ed enti, richiamando ancora una volta l’art. 106 del D.L. 18/2020. Il decreto-legge è stato poi convertito con modificazioni dalla Legge 27 febbraio 2026, n. 26.
Detto in modo semplice: per alcuni mesi ancora, molte società potranno continuare a gestire le assemblee con modalità più flessibili rispetto a quelle ordinarie. Ma attenzione: questa non è una piccola proroga tecnica. È un tema che tocca direttamente la governance quotidiana, il modo in cui si convocano le riunioni, si raccolgono i voti, si verbalizzano le decisioni e si tengono in ordine i documenti.
Il Milleproroghe 2026 non introduce un nuovo modello di assemblea. Fa una cosa diversa, ma molto rilevante: tiene aperta fino al 30 settembre 2026 la finestra temporale entro cui continuano ad applicarsi le regole speciali dell’art. 106 del D.L. 18/2020.
Questo significa che, fino a quella data, le società possono continuare a utilizzare alcune modalità di svolgimento dell’assemblea anche in deroga a quanto previsto dallo statuto, nei limiti consentiti dalla norma. È questo il punto che conta davvero: non una nuova rivoluzione, ma la prosecuzione di una flessibilità che molte società possono ancora sfruttare.
L’art. 106 ha consentito alle società di prevedere nell’avviso di convocazione modalità più agili di partecipazione e voto. In concreto, il perimetro rilevante resta questo:
voto elettronico o per corrispondenza;
partecipazione mediante mezzi di telecomunicazione;
assemblee svolte anche esclusivamente a distanza, purché siano garantiti identificazione dei partecipanti, partecipazione effettiva ed esercizio del diritto di voto;
per le S.r.l., anche consultazione scritta o consenso espresso per iscritto.
Ma proprio qui sta il punto: la proroga non elimina la necessità di impostare bene il processo. Perché un’assemblea sia gestita bene non basta sapere che “si può fare da remoto”. Bisogna anche sapere come convocarla correttamente, chi può farlo e quali elementi non possono mancare nell’avviso. Per questo, se vuoi approfondire la parte più pratica, può essere utile leggere anche la nostra guida sulla convocazione assemblea soci S.p.A. e S.r.l.: quando, come e chi può farla. La stessa guida compare anche tra le risorse pubbliche di supporto di Fleap.
Qui conviene essere molto netti, perché è il punto su cui c’è più confusione.
Il Milleproroghe 2026 proroga il termine di applicazione della disciplina speciale sulle assemblee, ma non introduce una proroga generalizzata del termine a 180 giorni per l’approvazione del bilancio per tutte le società. Quel collegamento viene spesso dato per scontato, ma il testo normativo non dice questo.
In pratica: la norma ti aiuta a svolgere l’assemblea in modo più flessibile, ma non ti regala automaticamente più tempo per approvare il bilancio. Ed è una differenza tutt’altro che formale, perché può cambiare il modo in cui una società pianifica le prossime settimane.
Un altro equivoco da evitare è questo: se la legge consente di fare l’assemblea da remoto, allora basta aprire una videocall. In realtà non funziona così.
Perché un’assemblea tenuta a distanza sia davvero solida, il sistema scelto deve garantire almeno tre cose: identificazione corretta dei partecipanti, partecipazione effettiva alla discussione e corretta espressione del voto. Questo significa che il tema non è solo tecnologico. È soprattutto organizzativo.
In altre parole, non basta “collegarsi”. Bisogna gestire bene l’intero processo: convocazione, accessi, deleghe, interventi, votazioni, quorum e verbalizzazione. È per questo che oggi ha molto più senso parlare di gestione delle assemblee che di semplice riunione online. Nella comunicazione pubblica di Fleap, questo approccio emerge chiaramente: la piattaforma viene presentata come uno strumento per gestire le assemblee dei soci e del CdA con votazioni digitali dentro un flusso più ampio e ordinato.
Se c’è una cosa che il Milleproroghe 2026 rende evidente, è questa: oggi la differenza non la fa soltanto la norma. La fa il livello di preparazione con cui la società arriva alla stagione assembleare.
Per arrivarci bene, ci sono almeno cinque domande da farsi:
La modalità scelta è davvero adatta alla struttura della società?L’avviso di convocazione è costruito in modo corretto?I soci possono partecipare e votare senza ambiguità?Le deleghe e il quorum sono gestiti con precisione?Il verbale e la documentazione finale saranno facili da ricostruire, verificare e condividere?
Sono domande molto concrete, ma è proprio qui che oggi si gioca la qualità della governance.
C’è poi un altro aspetto che spesso viene trattato troppo in fretta: un’assemblea non finisce davvero quando si chiude la votazione.
Dopo restano verbali, materiali condivisi, deleghe, delibere, documenti preparatori e spesso anche la necessità di rendere tutto accessibile alle persone giuste, nel momento giusto. Per questo il tema assembleare si intreccia anche con la gestione ordinata della documentazione societaria. Non in modo teorico, ma molto pratico.
È qui che un ambiente di data room può avere senso davvero: perché aiuta a mantenere in ordine i documenti rilevanti, a recuperarli facilmente e a condividerli con soggetti autorizzati senza trasformare ogni assemblea in una caccia ai file sparsi. Nelle pagine pubbliche di Fleap questa logica emerge con chiarezza: tra i benefici raccontati ci sono proprio la possibilità di caricare e monitorare i documenti rilevanti della società in un unico ambiente e di dare accesso anche a professionisti come commercialisti e notai.
Il Decreto Milleproroghe 2026 non ha eliminato la complessità delle assemblee dei soci. Ha fatto una cosa più utile: ha lasciato aperta ancora per qualche mese una finestra di flessibilità che, se usata bene, può aiutare molte società a gestire meglio convocazioni, partecipazione, voto e verbalizzazione.
Ma la vera opportunità non è limitarsi a dire “si può ancora fare online”. La vera opportunità è usare questa finestra per organizzare assemblee più ordinate, più semplici da governare e meno fragili sul piano operativo.
Se vuoi prepararti al meglio alla prossima stagione assembleare, Fleap è uno strumento da valutare seriamente. Nelle sue pagine pubbliche si presenta come una piattaforma che centralizza governance, digitalizzazione degli strumenti, gestione delle assemblee, accesso ai documenti e automazione dei processi burocratici, con una logica end-to-end. Se vuoi capire come potrebbe adattarsi al tuo caso, puoi richiedere una demo qui.