La tokenizzazione sta entrando nelle strategie delle banche. Analizziamo i dati chiave del report IBM 2026 e cosa significa per i mercati privati.
Nel dibattito sulla tokenizzazione, l’attenzione si concentra spesso sulle tecnologie o sui singoli use case. Il report “Banking in the tokenized economy” dell’IBM Institute for Business Value introduce una prospettiva diversa: osserva come l’intero sistema bancario stia evolvendo sul piano operativo.
Basato su un’indagine globale che coinvolge 500 executive dei settori banking, asset management e pagamenti, il report restituisce un’immagine chiara: la tokenizzazione è ormai entrata nelle strategie delle istituzioni finanziarie.
Non come sperimentazione, ma come direzione.
Uno dei segnali più rilevanti riguarda il livello di maturità del mercato. Il 9% delle istituzioni finanziarie è già operativo o pronto a lanciare iniziative di tokenizzazione.
È una soglia ancora iniziale, ma sufficiente a indicare un cambio di fase. Le decisioni non si concentrano più sul “se”, ma sul “come”.
Questo sposta il focus su un tema molto più concreto: la capacità di implementare modelli operativi nuovi, in modo continuo e scalabile.
Il report evidenzia un altro elemento chiave: il 61% degli executive prevede investimenti significativi nelle soluzioni di custody.
La custodia evolve rapidamente. Diventa il punto in cui si concentrano il controllo, la proprietà e la gestione degli asset digitali.
Questo riflette un cambiamento più ampio: nel mondo tokenizzato, il valore si sposta dall’asset al sistema che ne consente l’utilizzo.
Modelli di business in trasformazione
Il 55% degli operatori prevede la coesistenza tra sistemi on-chain e off-chain.
Parallelamente, emergono nuove pressioni sui margini e sulla sostenibilità dei modelli tradizionali. La tokenizzazione introduce maggiore trasparenza e riduce le inefficienze consolidate.
Per le istituzioni finanziarie, questo significa ripensare il proprio ruolo. Non solo come intermediari, ma anche come parte di infrastrutture più integrate.
Asset programmabili e nuovi standard operativi
Uno dei passaggi più significativi riguarda la natura degli asset. Nei segmenti di asset e wealth management, la trasformazione verso formati “machine-readable” è considerata una priorità strategica .
Gli asset diventano programmabili. Incorporano regole, diritti e logiche di governance.
Questo abilita una trasformazione concreta dei processi:
operazioni più automatizzate
maggiore tracciabilità
minore dipendenza da processi manuali
L’asset smette di essere un oggetto statico e diventa parte attiva del sistema.
Tra i benefici più rilevanti, il 69% degli operatori indica l’instant settlement come elemento chiave .
La possibilità di regolare le transazioni in tempo reale modifica il funzionamento dei mercati. Riduce il rischio, semplifica i flussi e accelera la circolazione del capitale.
Questo tipo di evoluzione tende a diventare rapidamente uno standard, più che un vantaggio competitivo temporaneo.
Il report è chiaro su questo punto: il 77% degli executive considera essenziali gli investimenti in cloud e in infrastrutture di calcolo.
La tokenizzazione richiede sistemi capaci di gestire dati, regole e integrazioni su larga scala.
Non è un layer isolato, ma parte di un’evoluzione più ampia dell’infrastruttura finanziaria.
Le dinamiche descritte trovano un’applicazione particolarmente concreta nei mercati privati.
Qui le inefficienze sono note:
processi manuali
elevata intermediazione
limitata trasferibilità degli asset
La tokenizzazione introduce una maggiore continuità operativa, rendendo il capitale più gestibile e, potenzialmente, più fluido.
Nel contesto italiano, questo percorso è supportato anche dal quadro normativo. Il Decreto Fintech riconosce la registrazione su DLT come fonte legale del dato , creando le basi per un’infrastruttura operativa coerente con il diritto.
Il report di IBM descrive una direzione chiara. La sfida si sposta sull’esecuzione.
La tokenizzazione richiede infrastrutture in grado di gestire in modo continuo:
emissione
governance
ciclo di vita degli strumenti
trasferimenti
Non come eventi isolati, ma come processi integrati.
È qui che si gioca la differenza tra l'adozione e l'uso effettivo.
Le evidenze raccolte da IBM indicano una traiettoria precisa: la convergenza tra tecnologia, infrastruttura e modelli operativi.
Questo cambiamento è già in atto, soprattutto nei contesti in cui le inefficienze sono più evidenti.
Nei mercati privati, significa trasformare il capitale da statico a operativo.Non come evoluzione teorica, ma come trasformazione concreta del modo in cui viene gestito, trasferito e valorizzato.