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ArtCraft e vibe coding: l'AI può ricreare Fleap?

Brandon Thomas usa l'AI per ricreare Photoshop, Word ed Excel. Cosa succede quando il vibe coding incontra software finanziario e registri digitali?

Brandon Thomas, ArtCraft e il nuovo modo di sviluppare software

E se qualcuno chiedesse all'AI di ricreare Fleap?

Il problema comincia quando qualcuno preme «Trasferisci»

Il ruolo del Responsabile del Registro

Cosa cambia per chi sviluppa software finanziario?

La prossima volta che provi una demo, fai una domanda in più

All'inizio di ottobre 2026, Brandon Thomas ha pubblicato una serie di applicazioni dai nomi piuttosto familiari: PhotoCraft, VectorCraft, FilmCraft, WordCraft, GridCraft e DeckCraft.

Le prime ricordano alcuni dei programmi più noti di Adobe, come Photoshop, Illustrator e Premiere Pro. Le ultime tre riprendono invece Word, Excel e PowerPoint di Microsoft.

Sono software open source, sviluppati in Rust, con un ampio uso di Claude, il modello di intelligenza artificiale di Anthropic. E dietro il progetto c'è uno sviluppatore esperto che sta utilizzando l'AI per affrontare un lavoro che normalmente richiederebbe un team, competenze e tempi considerevoli.

Il progetto si chiama ArtCraft. Le applicazioni sono ancora in fase alpha, con funzionalità incomplete e diversi limiti da risolvere. Eppure, il fatto che qualcuno sia riuscito a costruire così tante alternative in tempi relativamente brevi merita attenzione.

Soprattutto per chi, come noi, sviluppa software.

Perché, se l'intelligenza artificiale rende sempre più semplice replicare programmi così complessi, è naturale chiedersi cosa succederebbe se qualcuno provasse a fare lo stesso con Fleap.

La storia di Thomas racconta piuttosto bene ciò che sta accadendo nel mondo della programmazione.

Con gli strumenti di AI coding è possibile descrivere una funzione, chiedere a un agente di scrivere il codice, verificarne il risultato e correggere eventuali errori con nuove istruzioni.

Quando questo processo si basa principalmente su richieste formulate in linguaggio naturale, viene spesso chiamato "vibe coding".

L'accesso allo sviluppo software sta diventando più semplice e il lavoro di chi programma può essere notevolmente accelerato.

Thomas ha sfruttato questa possibilità per costruire applicazioni che riprendono interfacce, comandi e alcune funzionalità dei software originali.

Prendiamo WordCraft, l'alternativa a Microsoft Word.

Secondo la documentazione pubblicata dal progetto, nella rilevazione del 10 ottobre 2026 erano presenti 487 dei 502 comandi censiti nell'interfaccia di riferimento. Una copertura del 97%.

Un risultato notevole per un'applicazione così giovane.

Facciamo un esperimento immaginario.

Apriamo un agente di intelligenza artificiale e gli chiediamo di sviluppare una piattaforma per la gestione del capitale di una società.

Nel prompt specifichiamo che deve includere una cap table, un elenco dei soci, le categorie di azioni, una sezione dedicata alle assemblee e una funzione per trasferire le partecipazioni.

Dopo qualche iterazione potremmo ottenere un prototipo convincente.

Ci sarebbero le tabelle, le percentuali, i pulsanti per aggiungere nuovi soci e magari una schermata da cui avviare un trasferimento.

A prima vista, alcune funzioni potrebbero somigliare a quelle di Fleap.

Ed è una prospettiva tutt'altro che negativa. L'intelligenza artificiale può abbassare i costi della sperimentazione, accelerare lo sviluppo e consentire anche a team piccoli di realizzare prodotti più articolati.

La difficoltà emerge quando quel software deve iniziare a gestire operazioni societarie reali.

Immaginiamo una S.p.A. che abbia emesso le proprie azioni in forma digitale secondo il regime previsto dal D.L. Fintech.

Uno dei soci vuole vendere 1.000 azioni a un investitore esterno. I due hanno concordato il prezzo e le condizioni economiche.

Nella dashboard realizzata con l'AI, potrebbe bastare selezionare il socio, indicare l'acquirente e premere il pulsante «Trasferisci».

In realtà, prima di completare l'operazione bisogna considerare diversi elementi.

Le azioni sono liberamente trasferibili? Lo statuto prevede clausole di prelazione che attribuiscono ad altri soci la possibilità di acquistare prima dell'investitore esterno? Esistono vincoli sulle partecipazioni? Quali verifiche e formalità richiede la disciplina applicabile?

Le risposte dipendono dallo strumento finanziario, dalle disposizioni societarie e dalle caratteristiche dell'operazione. Spetta ai soggetti competenti effettuare le valutazioni necessarie.

Supponiamo che lo statuto preveda una clausola di prelazione. In quel caso, un software progettato per supportare il trasferimento deve tenere conto delle procedure applicabili, anziché limitarsi ad aggiornare il numero di azioni associato a due nominativi.

C'è poi un ulteriore passaggio.

Per gli strumenti finanziari digitali disciplinati dal DL Fintech, il trasferimento avviene mediante le scritture previste dalla normativa. Queste registrazioni assumono un significato giuridico preciso, anche ai fini dell'individuazione del soggetto legittimato a esercitare i diritti connessi agli strumenti.

Ecco perché aggiornare un database e gestire correttamente la circolazione di uno strumento finanziario digitale sono attività distinte.

La distinzione riguarda questo specifico regime. Una normale cap table, un libro soci soggetto alla disciplina ordinaria e un Registro DLT non hanno automaticamente la stessa funzione giuridica.

In Italia, il Decreto-legge 17 marzo 2023, n. 25, noto come DL Fintech, disciplina l'emissione e la circolazione, in forma digitale, di determinate categorie di strumenti finanziari.

La normativa introduce requisiti per i registri utilizzati in questo regime e individua i soggetti autorizzati a gestirli, tra cui il Responsabile del Registro.

Il registro deve soddisfare i requisiti di integrità, autenticità, sicurezza e accessibilità delle informazioni. La disciplina prevede anche obblighi a carico del soggetto responsabile.

Nel caso di un trasferimento, quindi, bisogna poter ricostruire chi ha effettuato le operazioni previste, quali strumenti sono coinvolti, a chi risultano attribuiti.

La responsabilità non si esaurisce quando l'interfaccia mostra la conferma di un'operazione. La tenuta del registro comporta obblighi che persistono durante il suo funzionamento.

Fleap è iscritta alle sezioni 3 e 4 dell'elenco dei Responsabili dei Registri per la circolazione digitale tenuto dalla CONSOB, con delibera n. 23295 del 23 ottobre 2024.

Questa iscrizione consente a Fleap di svolgere le attività previste nel proprio ambito di autorizzazione.

È una differenza concreta rispetto a un'applicazione generica che rappresenta le partecipazioni tramite un'interfaccia e un database.

Naturalmente, l'iscrizione all'elenco CONSOB non rende automaticamente valido ogni accordo tra venditore e acquirente. Restano necessari gli atti e le verifiche previsti dalla disciplina applicabile, nonché il rispetto di eventuali disposizioni statutarie.

La storia di ArtCraft solleva una domanda che riguarda direttamente il nostro settore.

Se creare nuove funzionalità diventa più semplice, quali competenze continueranno a fare la differenza tra le piattaforme?

Una parte della risposta si trova nel lavoro che l'utente vede meno.

Nel nostro caso significa conoscere le regole che disciplinano gli strumenti finanziari digitali, comprendere le esigenze delle società emittenti, progettare procedure che tengano conto dei diritti e dei vincoli e gestire un registro secondo i requisiti previsti dalla legge.

Sono attività che richiedono competenze giuridiche, finanziarie, tecnologiche e organizzative.

In Fleap lavoriamo per collegarle, integrando la gestione degli strumenti finanziari digitali con quella dei processi societari, nel rispetto dei diversi regimi applicabili.

Anche l'intelligenza artificiale può contribuire a migliorare questo lavoro. Sviluppare più velocemente, automatizzare le verifiche tecniche e sperimentare nuove funzionalità sono opportunità che possono aiutare chi sviluppa prodotti regolamentati.

Rimane essenziale saper definire ciò che il software deve fare, verificarne il comportamento e assumersi le responsabilità che ne derivano.

Il progetto ArtCraft è ancora agli inizi. Nei prossimi mesi le sue applicazioni potrebbero migliorare, diventare più complete e avvicinarsi ulteriormente ai programmi che stanno cercando di replicare.

Sarebbe un risultato importante, soprattutto per chi vuole sviluppare e utilizzare software senza dover necessariamente dipendere dalle grandi suite commerciali.

Per chi sceglie una piattaforma destinata a gestire il capitale di una società, però, la valutazione dovrebbe andare oltre le funzionalità mostrate durante una demo.

Vale la pena capire cosa succede quando un'operazione solleva un'eccezione, quando è necessario ricostruire una registrazione o quando qualcuno contesta un passaggio già effettuato.

Perché il giorno in cui un socio chiede conto di un trasferimento, vedere sullo schermo la scritta «Operazione completata» potrebbe essere la parte più semplice.

Bisogna anche poter spiegare su quali informazioni e passaggi si basa quella conferma.

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